Le mani sul porto

20140403Tirreno

In questo intervento, si spiega perché il Porto Mediceo è un affare per Azimut.

Si cerca di dimostrare perché, dal punto di vista della città, questo affare non sia conveniente.

Lo si fa con voce ferma.

La risposta di Azimut non si è fatta attendere: «Se le autorità facessero presto, piuttosto che impiegare anni per le decisioni, ci sarebbe meno spazio per le polemiche. Detto questo – si domanda Poerio – preferiamo restare con le barchette di 4 metri dei pescatori che escono in mare, vanno a fare la loro bella raccolta di cozze, e poi se ne tornano a casa, o vogliamo far venire il “tedeschino” con la sua barca da 10-15 metri, che poi va a mangiare una pizza, a comprarsi i vestitini e a frequentare i locali che in parte già ci sono e in parte potrebbero trovare nuovi spazi, alimentando così l’economia della città? Cosa ci vuole – insiste l’a.d. – a approvare e costruire il progetto della Bellana?».

E’ una risposta ragionevole?

La verità è ben diversa.

Nel Porto Mediceo voluto da Azimut non c’è spazio per il tedeschino di Poerio.

C’è spazio per le barche degli sceicchi, da una parte, e per le barche di chi ci è sempre stato.

La differenza è che oggi paghiamo all’Autorità Portuale e gestiamo i nostri ormeggi.

Domani, secondo Poerio, dovremmo pagare al Cantiere, finanziando una gestione economica in cui gli utili nascono da una gestione attenta degli ammortamenti.

Poerio richiama il contenuto di accordi intervenuti – in una stagione politica che tutti ricordiamo piuttosto bene, e che sta per terminare con l’ignominia di una condanna passata in giudicato – dinanzi alla Presidenza del Consiglio.

Ma un accordo che privatizza la gestione di un bene pubblico destinando a una impresa privata i proventi della sua gestione, un accordo che fa pagare a chi occupa il Mediceo, perché il porto della Bellana non è nell’interesse del Cantiere, cinque milioni di Euro, malcontati ogni anno, non è un aiuto di Stato?

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